Lavaggi on the road

Gli australiani stanno avanti!!! Hanno inventato Scrubba lo zaino/lavatrice… cosa dire di più, il video dice già tutto!

da pattinatore a pattinatore

Il mio mezzo di trasporto alternativo preferito sono i pattini. Un pattinatore ama lunghe strade lisce e asfaltate da percorrere. Quindi quando ho visto questa pagina facebook non ho resistito: dovevo conoscere Rosario Basciotti!

Cosa fai nella vita?
Sono studente agli sgoccioli (sigh) di Management dello Sport alla Suism di Torino. Lavoro da più di 6 anni nel campo del Fitness, come istruttore a 360°. Interessi per parecchi sport, solitari e non tra cui principalmente Snowboard, Running, Arrampicata e simili, fitness e pattinaggio (ovviamente).

 

Hai fatto 3000 Km in 42 giorni con una media di 70 Km al giorno tutto documentato sulla tua pagina facebook, ma da pattinatore a pattinatore vorrei sapere:
Che tipo di pattino hai usato? Quanti cuscinetti e quante ruote avevi con te?
Ho usato un Rollerblade Tempest con ruota 90mm, ho cambiato un treno di gomme intero dopo 1100 km, il secondo treno di gomme mi ha portato fino a casa. Avevo ipotizzato di cambiarlo prima, poi complici la pigrizia, la poca necessità (il pattino andava comunque bene, nonostante i 2000 km già percorsi), la rottura di una vite ho deciso che sarei arrivato a casa con quelle ruote.
I cuscinetti non li ho mai cambiati, tuttora per metà sono originali, l’altra metà l’ho rotta nel tentativo di pulirli. Paradossalmente con una minima manutenzione fatta fino a metà viaggio (dopo la 21esima tappa in basilicata non ho mai più ne lubrificato ne regolato niente) ho fatto il giro d’italia.

Cosa c’era nel tuo zaino?
Nel mio zaino c’era: una tenda ferrino da 1.5 kg, un pantalone lungo, una felpa, una maglietta maniche lunghe, una t-shirt, una canotta, un pantaloncino tre paia di calze e tre di mutande, un asciugamano, un beauty case con tutto il necessario per il bagno, un telo termico, garza, disinfettante, cerotti, caricabatteria, batteria di scorta, caricabatteria solare, lucchetto, 2 torce, due led da segnalazione (tipo bici) sapone da bucato,una candela, laccio emostatico, una cartina ostelli, documenti, portafogli, manuale di sopravvivenza, coltellino svizzero,accendino, cuffie auricolari, presa da campeggio, prolunga, chiavi e piccoli utensili per i pattini, olio lubrificante, treno di gomme di riserva (8), un litro/ uno e mezzo d’acqua, frutta secca e una scatoletta di tonno (emergenza, il cibo lo compravo in sosta, cercavo di non avanzare niente).
Nel viaggio ho perso/dimenticato una trombetta da bici, un led, gli occhialini da mare. Sotto lo zaino avevo agganciato il tappetino (tipo yoga) e per un terzo di viaggio ho avuto con me un materassino gonfiabile (quelli da mare da 5 euro) bucato e buttato a Chioggia.

A cosa serviva il laccio emostatico nello zaino?
Il laccio emostatico per pura prevenzione, anni fa ho fatto un corso di surviving e alcune cose sono essenziali.
gli automobilisti avevano reazioni diverse in base alla zona ed alla provenienza.

In generale come sono le strade italiane? sono pattinabili?
Le strade italiane sono pattinabili nel senso che comunque le puoi pattinare, ma spesso a velocità ridotte a causa del manto ruvido, disconnesso, pieno di pietre o altro. Se sono riuscito a finire è perchè il 90 % delle strade era pattinabile ad una velocità decente. Il resto 10 era un mix di strade lente(sconnesse, troppo a rischio, troppo pendenti) o nel peggiore dei casi sterrate, da fare a piedi.

La peggiore e la migliore località per pattinare?
La peggiore è Napoli, il pezzo che la collega a Castelamare. Napoli città non è male, ma piena di Sanpietrini. Molto bella la nuova ZTL, tutta via Caracciolo praticamente, molto pattinabile, fantastica.
La più bella non saprei, Da Pescara in su è una pista ciclabile continua, scorrevolissima. Mi ha stupito invece la parte montana al confine tra Campania e Basilicata con strade appena asfaltate, pochissime macchine e panorami da favola: un sogno.

Come hai scelto il percorso?Avevi con te un gps? come riuscivi a spostari?
Dopo aver tracciato un percorso ideale con macrotappe già impostate (Savona-Genova-Roma-Mondragone-Napoli-Scanzano-Corato-San Salvo-Verona-Padova-Milano) le altre le sceglievo strada facendo in base ai km già percorsi, la voglia e la presenza di ostelli/campeggi/sistemazioni per la notte. Ho fatto tutto con il mio Galaxy S2 e google maps. Tracciavo i percorsi (velocità,km,altitudine etc) con Sport trackers. Partivo al mattino (presto quando riuscivo) e facevo delle tappe intermedie (tranne alcuni casi come Venezia e PAdova dove ho fatto tirate uniche). Cercavo di arrivare per pranzo (raro) o nel pomeriggio. Poche volte sono arrivato dopo le 21. Il percorso seguiva la scelta delle strade più fattibili ma se necessario mi spostavo sulle statali. Ho fatto anche pezzi di Aurelia, Adriatica, Romea e altre statali molto trafficate.

Non hai mai preso un treno?
Nai preso nessun tipo di mezzo per spostarmi, sempre e solo pattini. alcune serate, dove incontravo gente che conoscevo, mi hanno spassaggiato in macchina (ma solo per la serata).

Gli automobilisti che hai incontrato per strada come reagivano?
Olandesi e tedeschi non fanno praticamente una piega(sono abituati a forme di turismo alternativo) gli svizzeri ti danno un colpo di clacson rapido e deciso prima di sorpassarti. Per quanto riguarda gli Italiani, al sud ti suonano anche solo per abitudine (vedi napoli) per farti i complimenti, per farti capire che sei pazzo, in mezza alle scatole, per salutarti etc. al nord, specie veneto e lombardia, evitano il tuo sguardo e suonano solo se necessario; in liguria, dato le strade strette, l’alto traffico, la poca tolleranza degli indigeni ti insultano.

 

Durante il viaggio hai mai pensato di mollare?
Mai, sottolineo e amplifico la parola MAI, pensato di mollare. Organizzando questo viaggio ho pensato e ripensato alla fatica a cui sarei andato in contro, per non parlare dei problemi e degli intoppi. Siccome baso il mio vivere sulla coerenza, cercando di essere il più vicino possibile a ciò in cui credo e dico, una volta che ho iniziato a parlarne ad amici, colleghi (vedi capi e direttori tecnici) e conoscenti, ho capito che per coerenza non potevo più tirarmi indietro. Dal primo all’ultimo giorno di viaggio non ho mai pensato di tornare indietro o di fermarmi prima del previsto. Poche volte mi è passato in testa di fermarmi prima della tappa prevista (vedi la tappa di montezemolo e di battipaglia), ma la metodica e la coerenza mi han sempre fatto arrivare a destinazione. Alla fine dei conti, nonostante mi fossi preso 50 giorni di vacanza, avessi calcolato 50 km di tappa media, ho realizzato il tutto con un anticipo di una settimana, portando la media a 70 km al giorno.

Hai conosciuto molti pattinatori?
Pattinatori come me non ne ho visti. A Napoli e Milano invece ho avuto l’opportunità di pattinare (in serata) con dei gruppi organizzati di pattinatori.

Buone pattinate Rosario! Quando passi da Roma vieni a trovare i pattinatori del Pincio!

libro ispirazione

– Dobbiamo andare e non fermarci finché non siamo arrivati.
– Dove andiamo?
– Non lo so, ma dobbiamo andare.

jack kerouac